Buon compleanno Google! 18 anni fa nasceva il famoso motore di ricerca
Il logo di Google

Google, sei lettere colorate su uno sfondo completamente bianco. Quello sopra illustrato è il logo di un’azienda che, grazie soprattutto alla creazione di quello che molti ritengono, a ragione, essere il miglior motore di ricerca esistente, è diventata uno dei simboli della società contemporanea.

Google ha assunto un’importanza tale nella vita di ognuno di noi che ormai Il bisogno di trovare un’informazione su un qualsiasi argomento viene soddisfatto “googlandolo” via computer o cellulare.

Non a caso nel 2006  l’ Oxford English Dictionary, prestigiosa autorità
linguistica britannica ha incluso nel proprio dizionario il verbo “to google”, traducibile maccheronicamente in italiano con “googlare” termine che ha il significato di “cercare qualcosa su internet attraverso Google”.

A questa sorta di moderno oracolo quotidianamente si rivolgono, in centinaia di lingue diverse, centiania di milioni di persone sparse in tutto il mondo.

E quasi come per magia, la maggior parte delle volte, dopo pochi  istanti quelle persone vedono apparire sul monitor dei loro personal computer o sullo schermo del loro smartphone una risposta precisa al quesito che era stato posto.

Google: le origini

Ad idearlo furono due dottorandi della Stanford University, in California, Larry Page e Sergey Brin.

Buon compleanno Google! Ecco i due ideatori del motore di ricerca Larry Page e Sergey Brin
Larry Page e Sergey Brin ideatori di Google

I due si erano conosciuti nel 1995 durante un corso di orientamento per matricole. Avevano molte cose in comune: i loro padri erano professori universitari, le loro madri lavoravano in ambito scientifico; entrambi erano nati nel 1973 ed avevano frequentato scuole elementari che utilizzavano il metodo Montessori dove avevano la libertà di studiare ciò che volevano.

Ovviamente avevano in comune anche la forte passione per i computer, cosa che li aveva spinti a scegliere di conseguire il dottorato in informatica. Brin, sin dal suo arrivo a Stanford, aveva iniziato a collaborare con il professor Rajeev Motwani, esperto di data-mining (è’ il processo attraverso il quale si estraggono informazioni significative analizzando grandi quantità di dati) e fra gli argomenti oggetto di studio vi era l’allora nascente fenomeno del world wide web.

La ricerca condotta mise in evidenza come i tentavi fino ad allora fatti per aiutare gli utenti a trovare informazioni su internet si fossero rilevati spesso inadeguati.

I motori di ricerca come WebCrawler, Lycos e Altavista, avevano come punto di forza la capacità di analizzare in poco tempo quasi l’intero web, ma spesso finivano per fornire come risultato una lista enorme composta da migliaia di siti, disposti fra l’altro senza alcun ordine comprensibile, cosa che ne sminuiva notevolmente l’utilità.

Le directory, come Yahoo, nelle quali i contenuti erano selezionati da persone in carne ed ossa e catalogati rendendo di fatto più semplice, la consultazione e l’individuazione delle informazioni richieste, avevano invece come grosso svantaggio quello di non poter in alcun modo tenere il passo con la vertiginosa crescita di internet.

In quello stesso periodo Larry Page, impegnato in un progetto denominato Digital Library Initiative, aveva iniziato a scandagliare il web. La sua attenzione fu attirata in particolar modo da una delle funzioni offerte dall’allora promettente e velocissimo Altavista, funzione in grado di estrapolare un elenco dei siti web contenti link ad una determinata pagina internet. Il motore di ricerca sviluppato dalla DEC tuttavia non faceva altro che elencare tali siti in forma grezza, mentre, secondo Page dall’analisi di tali liste, si sarebbero potute ricavare informazioni importanti che avrebbero permesso di offrire agli utenti risultati migliori.

Per sperimentare le sue teorie lo studente comunicò al suo relatore a Stanford, il professor Garcia-Molina, che nei giorni seguenti avrebbe scaricato l’intero World Wide Web sui server dell’università. La determinazione di Page a scoprire l’importanza di queste liste di link, di questi riferimenti incrociati, finì inevitabilmente per attirare l’attenzione anche di Brin e Motwany che, verso la fine del 1996, decisero quindi di unirsi al progetto.

Il pagerank

Una delle prime considerazioni di Page fu quella di ipotizzare che un metodo valido per classificare la popolarità di un sito fosse quello di contare il numero dei link che puntavano ad esso.

D’altronde sia lui che Brin era cresciuti in famiglie in cui si tenevano in gran considerazione le ricerche pubblicate su riviste accademiche, ed uno dei parametri con cui di solito veniva valutata l’importanza e l’influenza che esse avevano in ambito scientifico e universitario era appunto il numero degli articoli che le citavano.

La stessa metodologia, con opportune modifiche, poteva essere applicata con i siti web nei quali i link avrebbero quindi rivestito lo stesso ruolo delle citazioni.

Per raffinare ulteriormente i risultati della ricerca non tutti i link dovevano essere trattati allo stesso modo. Secondo Page, maggior peso doveva essere attribuito ai collegamenti provenienti da siti più importanti, ossia da quei siti che avevano un più alto numero di link che puntavano ad essi: essere citati sulla homepage di Yahoo, sito molto diffuso e conosciuto quindi con migliaia, se non milioni di pagine web che puntato ad esso, avrebbe ad esempio avuto sicuramente maggior valore che essere presenti sulla pagina web personale, a molti ignota, di un liceale. Con un gioco di parole sul proprio cognome Page chiamò il sistema di classificazione da lui ideato PageRank, il cui algoritmo, con opportune modifiche e miglioramenti è tuttora alla base del funzionamento di Google. Questa è la formula “originale” utilizzata all’inizio:

formula-page-rank-google

Dove:

  • PR[A] è il valore di PageRank della pagina A che vogliamo calcolare.
  • n è il numero di pagine che contengono almeno un link verso A.
  • Pk rappresenta ognuna di tali pagine.
  • PR[Pk] sono i valori di PageRank di ogni pagina Pk.
  • C[Pk] sono il numero complessivo di link contenuti nella pagina che offre il link.
  • d (damping factor) è un fattore fissato a priori da Google e deciso in base all’analisi di tutta una serie di variabili. Il valore inizialmente utilizzato era pari a 0.85

Brin, Page e Motwani passarono quindi ad assemblare un prototipo di motore di ricerca basato sul Pagerank e iniziarono a testarlo all’interno della rete universitaria.

Backrub, questo il nome che inizialmente diedero alla loro creazione, avrebbe finalmente fornito ai navigatori del web risultati disposti in un ordine logico, ossia in base alla loro importanza, agevolando notevolmente il recupero di informazioni utili da parte degli utenti.

Cosa significa “Google”

Nell’autunno del 1997, Brin e Page si misero alla ricerca di un nuovo nome per Backrub. Il motore ricerca che stavano mettendo in piedi avrebbe lavorato su una enorme mole di dati, indicizzando milioni di pagine web con miliardi di parole.

Ecco quindi che un loro collega di ufficio a Stanford, Sean Anderson, suggerì di chiamarlo Googolplex13 o Googol, prendendo spunto dai termini che erano stati coniati dal matematico americano Edward Kasner nel 1938, nel libro “Matematica e immaginazione”, per indicare un numero intero esprimibile con un 1 seguito da 100 zeri, ossia dieci alla centesima potenza.

E’ curioso sottolineare come l’indirizzo che ormai tutti conosciamo sia stato frutto di un errore di scrittura: Andersen che era in quel momento davanti al PC sbagliò lo spelling, digitando g-o-o-g-l-e anziché g-o-o-g-o-l. E così dopo averne verificata la disponibilità, quello stesso giorno, il 15 settembre 1997, i due studenti decisero di registrare a loro nome il dominio www.google.com.

Nel frattempo il motore di ricerca, non ancora reso pubblico, venne messo a disposizione di docenti, studenti e personale amministrativo della Stanford University, riscuotendo un immediato successo.

Circa un’anno più tardi, il 7 settembre 1998, dopo aver trovato alcune società di venture-capital disposte a finanziare l’espansione del loro progetto Brin e Page fondarono “Google Inc.” la società che avrebbe gestito il motore di ricerca e tutti i futuri progetti

Ma allora perchè il “compleanno” di Google si festeggia il 27 Settembre?

In realtà, come disse qualche anno fa Ryan Germick, l’uomo che è a capo del team che si occupa della creazione dei “Doodle” le simpatiche animazioni che talvolta in eventi speciali (compreso il “compleanno di Google di oggi) sostituiscono il tradizionale logo, nessuno sa dire di preciso in quale giorno esatto sia “nato” Google così come lo conosciamo. Nei primi anni questa data è passata dal 7, all’8 al 26, fino a quella attuale del 27 settembre.

L’unica “traccia” di questa data è un post del 2005 sul blog ufficiale in cui si celebrava quello che allora era il nuovo record di pagine indicizzate, ben 3 volte superiore a quello dei concorrenti definendo quell’evento come un bel regalo di compleanno per Google ed i suoi utenti.