La nostra recensione di The Booth at The End, serie tv con Xander Berkeley disponibile su Netflix

Le persone possono fare molto più di ciò che immaginano. È questo il pensiero del misterioso occupante dell’ultimo tavolo di un piccolo diner americano, che sembra avere la capacità di esaudire qualsiasi desiderio gli venga rivolto. Ovviamente, tutto ha un prezzo.

È così che un padre affranto dalla malattia terminale del figlio, una suora che ha perso la fede, una adolescente scontenta del proprio aspetto, una anziana moglie di un malato di Alzheimer e altri personaggi di ogni sorta si riscoprono guardie del corpo, rapinatori o addirittura assassini.

The Booth at the End (2010), un’idea di Christopher Kubasik, è una miniserie girata interamente all’interno di un piccolo ristorante di Los Angeles; composta da due stagioni, per un totale di dieci episodi, racconta le vicende dei personaggi unicamente attraverso i discorsi che questi intrattengono con l’uomo, utilizzando un espediente già visto nella serie americana In Treatment (2008). The Booth, un thriller psicologico del tutto inusuale, fa della semplicità scenografica il suo biglietto da visita, aggiunge suspense e colpi di scena e coinvolge lo spettatore nell’intreccio che viene a crearsi tra gli ignari personaggi.

Nel ruolo di protagonista ritroviamo Xander Berkeley, già visto nel ruolo dello sceriffo McAllister in The Mentalist,  in quello del direttore distrettuale del CTU George Mason in 24 ed in quello di Gregory, leader della comunità di Hilltop in The Walking Dead; accanto a lui Sarah Clarke (Twilight, 24), Kate Maberly (Finding Neverland) e Jack Conley (Traffic).

Nata come web series e vincitrice di diversi premi, tra cui il Best Drama Web Series all’International Academy of Web Series Awards, The Booth at the End mette alla prova lo spettatore, lo induce a rivalutare le proprie convinzioni e priorità, e a porsi la fatidica domanda: cosa sei disposto a fare, per ottenere ciò che vuoi?

  • Titolo italiano: The Booth at the End
  • Titolo originale: The Booth at the End
  • Anno: 2010
  • Regia: Jessica Landaw, Adam Arkin
  • Tipo: serie TV
  • Genere: drama, thriller
Riepilogo recensione
Emozione
Realizzazione
Performance